TITO SHERPA – UOMINI DI VIMINI

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UOMINI DI VIMINI

UOMINIDIVIMINI

Uomini di vimini
Intrecciati ai nostri limiti
Cerchiamo vie di fuga
Come rami di glicini
Uomini di vimini
Tra crimini, piccoli brividi
Per sentirci liberi dai limiti
Uomini divini
Che han paura a stare soli
E si accollano
Come uomini di vynavil
Uomini cavi, il vento ci
Attraversa, crea sibili
In sta cesta ci sta il vuoto
Che se lo guardi...
Ci passi di vertigini..

Polveri sottili
Poveri respiri
Ai posteri sospiri
E fosfori. Libri
Fossili, parole immobili
Si mischiano in un purpourri
Di mormorii...
Ascolto i moniti
Di vecchi iracondi
Pensieri reconditi
Di moribondi, mi
Dicono "muoviti
Stai più sul ritmo!"
Lo faccio con l'hip hop
Lo faccio convinto
Mi guardano attoniti
Mi dicono "togliti
Sta vita è fatica
Ha latte materno nei gomiti!"
Gentili ospiti
Ho finito i fondi di pazienza
Bevo assenza, anch'io assolvo i compiti di sua altezza
In cielo stormi di corvidi, corpi di fumi tossici
Soli multipli, fulmini, inneggiano alla grandezza
Fin dai culmini, dall'ABC
Ai lati di spazi conici
Osservo i personaggi più iconici
Sto ai vertici di vortici di vizi
Spinto dai pregiudizi, in punta di piedi su precipizi
In bilico sugli alluci
Non temo di cadere
Cosciente che nel vuoto
Starei finalmente bene

Uomini di vimini, intrecciati ai nostri limiti
Cerchiamo vie di fuga come rami di glicini
Uomini di vimini, agglomerati di simili
In scatoli fragili, instabili agli infiniti stimoli
Uomini cavi, il vento ci
Attraversa, crea sibili
In sta cesta ci sta il vuoto
Che se lo guardi...
Ci passi di vertigini..

Il ramo per natura punta al cielo
Ma se lo si adopera crea un cesto
L'uomo per natura punta il dito
Forse si accorgerà di puntare sè stesso
Luomo che per natura ha ovunque il suo riflesso
E forse prenderà quel vecchio cesto
Lo brucerà, e i rami per natura punteranno al cielo
E tornerà tutto a posto..

Federico incompreso
Superomismo frainteso
L'uomo divino prende integratori
E controlla il suo peso
Ma è la mancanza di responsabilità il vasto dramma
Per questo quando s'infiamma subito chiama sua mamma
Per orgoglio personale tratta male ogni suo affare
Manda a fare in culo chi lo potrebbe salvare
È un prodotto del marketing, tinte di finte skills
Occhiali scuri a mascherare i suoi impeti
Non hai capito chi hai davanti, come con Amleto
Che invece ha capito suo zio
Quale sia il suo concetto di "mio"
Non aspetto tu sia vecchio, non c'è veleno né orecchio
Bastan le giuste parole appena accennate per tempo
Parlo del vero, crolla il tuo credo
E apri quell'occhio!
Non metto lenti perché non mi oscurino il terzo
Zero occhiale nero se non temo quel che penso
Ascoltavo solo Piero che allenava giù al campetto

Il ramo per natura punta al cielo
Ma se lo si adopera crea un cesto
L'uomo per natura punta il dito
Forse si accorgerà di puntare sè stesso
Luomo che per natura ha ovunque il suo riflesso
E forse prenderà quel vecchio cesto
Lo brucerà, e i rami per natura punteranno al cielo
E tornerà tutto a posto..

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